giovedì 1 marzo 2012

PSE. LETTERA APERTA AI CAPI DI GOVERNO EUROPEI

Tripartite Social Summit - Press conference Thursday, March 1, 2012 at 12.30
Poco prima della riunione del Consiglio Europeo in procinto di iniziare oggi a Bruxelles, il Partito del Socialismo Europeo (Pse) ha indirizzato una lettera aperta ai capi di governo europei, per riaffermare la necessità di un cambio di politica economica. Con una nota della segreteria nazionale, la lettera è stata resa nota in Italia dal Partito Socialista Italiano: "I socialisti europei - si legge nella nota - prendono atto che finalmente i governi europei stanno passando dall'austerità ad ogni costo a porsi il problema della crescita e dello sviluppo, ma denunciano la mancanza di adeguati investimenti, la necessità di maggiori risorse per promuovere crescita e giustizia sociale, e soprattutto propongono un grande piano a livello di UE per offrire una Garanzia per i Giovani, cioè riuscire ad offrire un'opportunità di lavoro o di formazione per ogni giovane maggiorenne oggi privo di occupazione scolastica o lavorativa. I socialisti, socialdemocratici e laburisti europei contestano poi che le liberalizzazioni senza garanzie sociali possano liberare nuovo lavoro e nuove risorse, e lanciano l'allarme sull'estendersi della precarietà in tutta Europa".
Per Luca Cefisi, responsabile politiche europee del Psi e componente dell'ufficio di presidenza del Pse, "Questa lettera è una prima risposta dalla socialdemocrazia europea anche al documento proposto dal premier britannico David Cameron, e sottoscritto anche da Mario Monti, che parla di rilanciare lo sviluppo contro la crisi, ma pone maggiore attenzione al welfare, all'occupazione giovanile e in generale all'equità sociale, e denuncia come le sole liberalizzazioni non siano una bacchetta magica per ogni problema, e tanto meno  tagli al welfare, al contrario, occorre garantire salari e pensioni e migliori ammortizzatori sociali per rilanciare la domanda, o dalla crisi non usciremo". (link fonte)


Extraordinary Eurogroup meeting - March 2012 (14 videos)

domenica 26 febbraio 2012

Genova. ASSOLTO CORRADO OPPEDISANO


TRASMISSIONI | PRIMOCANALE NEWS TG24 Puntata del 25/02/2012 ore 19.48 


Genova. Corrado Oppedisano assolto. Il sostegno di Don Gallo
L'intervista all'ex presidente di Ccs Italia Onlus. Dai processi alla conferma dell'innocenza. Il sostegno a distanza e i progetti per il futuro



Il 16 febbraio 2012 Corrado Oppedisano è stato assolto. Oppedisano nel 2006, quando era presidente di Ccs Italia Onlus, era stato accusato di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, nell'ambito dell'inchiesta su un probablie dirottamento di fondi, destinati alle adozioni a distanza, su conti correnti privati. Assolto anche Enrico Crespi, ex responabile di Ccs in Nepal, mentre sono stati condannati Simone Castellini, ex segretario generale del Ccs e Patricia Cavanis, ex responsabile del Ccs in Mozambico. Ad entrambi è stata concessa la sospensione condizionale della pena.
Incontro Corrado Oppedisano al tavolino di un bar, illuminato da uno dei primi raggi di sole di questo rigido inverno. L'occasione è la sua recente assoluzione, dall’accusa di aver sottratto fondi alla Onlus di cui era presidente.
Sei contento della sentenza?
«Sì certo, contento perché finalmente è finito un periodo molto lungo e faticoso e, ovviamente perché è stata riconosciuta la mia assoluta buona fede e la correttezza delle mia condotta».
È stata dura?
«Diciamo che sono molto contento che sia finita e che sia finita con queste conclusioni».
Nessuna polemica?
«No, le polemiche sono inutili, ma vale la pena riassumere i fatti. Nel novembre del 2006, quando sono stato accusato, ero Presidente del Forum Italiano Sostegno a Distanza, Presidente del CCS Italia, Presidente del Partito SDI Ligure, e Capo di Gabinetto dell’Assessorato alla Cultura. Sin dall’inizio ho deciso di difendermi nel processo e non dalprocesso, innanzitutto pretendendolo rapido, con la pubblica richiesta al Gip di mandarmi, senza indugio, di fronte al Giudice terzo, e poi affrontandolo a testa alta fino all'assoluzione».
continua a leggere su http://genova.mentelocale.it

Il Pci si astenne, la Dc lo approvò: così è nato l'articolo 18


Alessandro Marzo Magno
Oggi è tutto un parlare di articolo 18, sembra che dalla sua abrogazione o dalla sua sopravvivenza dipendano le sorti dell'economia italiana. Ma quando lo Statuto fu approvato non era certo questo il cuore del provvedimento. In quei giorni nell'articolo della Stampa dal titolo “Le disposizioni più importanti dello Statuto dei lavoratori” si arriva a quello che diventerà l'articolo 18 soltanto nella seconda colonna. Alla Camera poi passa coi voti di Dc e Psi mentre invece il Pci si astiene. D'altra parte nel 1970 la classe lavoratrice era all'offensiva, oggi quel poco che ne resta è sulla difensiva. [...]
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/

Martin SCHULZ: PES e Parlamento Europeo


Martin SCHULZ, EP President meets with Alfredo Pérez RUBALCABA, Secretary General of PSOE (Partido Socialista Obrero Español) Date: 21/02/2012

La responsabilità del Parlamento Europeo
Caricato da europeansocialists in data 21/feb/2012

sabato 25 febbraio 2012

Schulz incontra il Forum Nazionale dei Giovani


«La sfida dell’Europa non può essere solo il rigore per rilanciare l’economia, ma bisogna mettere in campo le condizioni per aumentare la competitività a livello internazionale. E se in altre parti del mondo il costo di produzione è inferiore, grazie allo sfruttamento anche minorile del lavoro, l’Europa ha il dovere di esportare il proprio modello sociale». Così si è espresso il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, in occasione oggi dell’incontro con il “Forum Nazionale dei Giovani” l’unica piattaforma Nazionale di organizzazioni giovanili, con più di 75 organizzazioni al suo interno, per una rappresentanza di circa 4 milioni di giovani. A fare da cornice all’incontro è stato “Porta Futuro” l’innovativo centro di orientamento al lavoro della Provincia di Roma alla presenza di duecento giovani provenienti da tutta Italia. Massima partecipazione all’evento è stata data trasmettendo l’incontro in streaming sul sito forumnazionalegiovani.it. Numerosi, infatti, sono stati i giovani che hanno fatto domande via Twitter. [...] continua a leggere su http://www.avantionline.it



venerdì 24 febbraio 2012
“I dati sulla disoccupazione giovanile nei paesi dell'Europa del Sud sono molto sconfortanti. E’ preoccupante che in un' Unione Europea ‘a due velocità’ aumenti sempre di più il gap tra il nord del continente e l'area del Mediterraneo”. E’ quanto ha detto nel suo intervento Claudia Bastianelli (nella foto, con Schulz e Iorio), segretario nazionale dei giovani socialisti, che ha partecipato con una delegazione della FGS all’incontro organizzato dal Forum Nazionale dei Giovani con Martin Schulz, il neoeletto Presidente del Parlamento Europeo, per la prima volta in visita ufficiale in Italia da quando ha assunto il nuovo incarico. Martin Schulz, ha salutato affettuosamente i giovani socialisti presenti e si è dimostrato disponibile a rispondere alle domande che gli hanno rivolto sui temi del lavoro e della crisi finanziaria. 

mercoledì 22 febbraio 2012

Luca Cefisi, flexicurity perché non bisogna averne paura


Ferragina e Camusso sul falso problema dell'art.18

La riforma del lavoro in Italia vuol dire ammortizzatori sociali di modello europeo: quindi in primo luogo un reddito di disoccupazione che tuteli, tendenzialmente, a tutti i senza lavoro. In tutta Europa vi è un sistema che tendenzialmente va in questa direzione. In Svezia, Danimarca, Olanda è ampio e ben strutturato, in Gran Bretagna ha resistito alla Thatcher, in Francia esiste da poco, e così in Spagna, dov’è di importo particolarmente modesto, e già minacciato dal nuovo governo popolare.

Ma sempre meglio comunque che in Italia, dove il sistema della cassa integrazione e della mobilità copre, grosso modo, un terzo scarso dei lavoratori dipendenti, sostanzialmente quelli delle grandi imprese, e zero spaccato tutti gli altri. E’ il più grande problema sociale italiano. Da anni parliamo di flexicurity: rivolgersi a tutti i senza lavoro, e proporre garanzie di reddito ed opportunità efficaci. La proposta della  flexicurity può certamente suscitare ansia in quella minoranza di lavoratori già tutelati, perchè rompe il vincolo con il posto di lavoro da cui si proviene.

Ma, a meno che non ci raccontiamo che possiamo abolire per legge il lavoro intermittente, o trasformarlo magicamente in lavoro stabile, la flexicurity è oggi l’unica soluzione seria. Quella della flexicurity è anche una riforma ambiziosa: prevede un allargamento dei diritti, ma anche una seria responsabilità sociale del singolo, a cui viene richiesto di cambiare (nella sicurezza del reddito) attività e modi di vita. La flexicurity costa, e richiede quindi sistemi fiscali e contributivi sani, con poca evasione; richiede anche un salario minimo fissato per legge, perchè salari (e sussidi) non siano umilianti e da fame.

Il principale argomento, anche da parte sindacale, contro la flexicurity, è che in Italia “non siamo pronti”, che l’Italia non è la Danimarca. Pare che già Saragat usasse dirlo, mezzo secolo fa, per consolarsi delle sconfitte della socialdemocrazia italiana, e sull’Avantionline l’ha ripetuto, più o meno, Pietro Larizza.

Ma prima di affermare che le riforme civili e sociali che si fanno in Europa non si possono fare in Italia per nostra congenita arretratezza, e insomma che l’Italia non è in Europa, dovrammo mettere in conto i costi della conservazione del sistema così com’è: il numero crescente di lavoratori precari, la povertà delle famiglie costretta a fare da “welfare sostitutivo” ai figli, il lavoro nero, criminale e sottopagato, che non fa differenze e recluta tutti coloro che siano disperati. I costi umani della situazione in cui siamo sono noti, e sono gravissimi: dire, come faceva Brunetta, e come fanno molti esponenti sindacali, che gli ammortizzatori sociali all’italiana funzionano benissimo, significa chiudere gli occhi sulla realtà.


L'Editoriale di | Riccardo Nencini


venerdì 17 febbraio 2012

Economia: i deputati applaudono le riforme del premier Mario Monti

Mario Monti e Martin Schulz a Strasburgo
Il primo Ministro italiano Mario Monti si è recato a Strasburgo oggi per rivolgere ai deputati un discorso sulla situazione economica in Italia e per delineare un piano per uscire dalla crisi. La maggior parte dei deputati hanno accolto il discorso con entusiasmo e sostenendo il lavoro svolto fino ad oggi. Molti eurodeputati hanno sottolineato l'importanza di promuovere la crescita insistendo sull'importanza di trovare una risposta europea alla crisi.

Il premier italiano Mario Monti ha indicato che i sacrifici fatti dall'Italia non sono stati imposti dall'Unione europea, ma sono stati fatti perché necessari per il futuro del paese e dei "nostri figli e figlie".


La disciplina fiscale di oggi deve essere seguita da un rinforzamento del mercato unico, succeduto inoltre da un'unione economica che è alla base del progetto europeo. L'Italia vuole uscire dalla crisi ed essere ancora una volta una forza trainante della costruzione europea.

Il capogruppo francese dei Popolari Joseph Daul ha elogiato gli sforzi e le riforme del primo Ministro italiano.
"Le sono grato per aver evitato in tutti i modi le logiche di intergovernamentalismo. La maggioranza del Parlamento europeo le è in debito per questo. Il Parlamento vorrebbe far sentire anche la voce di un'Europa basata sulla solidarietà, responsabile, un'Europa integrata e politica. In questo, può contare sul Parlamento europeo come alleato".

Hannes Swoboda, rappresentante austriaco del gruppo di centro sinistra (S&D) ha sottolineato che la disciplina fiscale sarebbe più facile da raggiungere, e più accettabile per i cittadini, se ci fosse più crescita e lavoro, e anche combattendo più efficacemente l'evasione fiscale.

Sono state spese molte parole, ma mancano le azioni. La Banca europea degli investimenti dovrebbe avere più margine di credito e la Banca centrale europea dovrebbe fare tutto quello che può per sostenere la crescita.

Il rappresentante belga del gruppo ALDE, Guy Verhofstadt, si è rivolto al premier italiano: "In poche settimane ha svolto un ottimo lavoro per rimettere l'Italia in pista". Ha inoltre continuato: "Caro Mario, lei merita più dei complimenti". Abbiamo bisogno di ridurre i tassi di interessi nei paesi dell'Unione e in Italia, che oggi paga tre volte di più che la Germania.

Il capogruppo tedesco dei Verdi Rebecca Harms ha interrogato Mario Monti: "Ha parlato molto di disciplina budgetaria e disciplina in generale, ma come persona incaricata di risolvere la situazione in Italia, pensa che sia intelligente fare solo tagli? Perché è quello che sta succedendo in Grecia proprio ora: tagli e ancora tagli".
"E proprio a causa di tutti i tagli, la maggior parte dei cittadini greci, in particolare i più poveri, stanno sempre peggio. È questo il modo di uscire dalla crisi? È una soluzione sostenibile?".

Martin Callanan, rappresentante inglese del gruppo ECR ricorda che i mercati hanno risposto positivamente alle riforme italiane. Una politica fiscale e delle riforme economiche possono funzionare in Italia, ma non in Grecia. Si sprecano le parole riguardo alla crescita, ma il fallimento è evidente. L'Europa e il mercato unico non hanno bisogno di più regole, ma solo liberalizzazione e competitività.

Il rappresentante francese del gruppo GUE/NGL Patrick Le Hyaric pensa che la disciplina di cui si parla è indirizzata "solo ai cittadini" e non ai poteri finanziari. Si è anche chiesto: che democrazia è una democrazia che parla solo di austerità, sicurezza e controllo?

Francesco Enrico Speroni, rappresentante italiano del gruppo EFD ha criticato il primo Ministro italiano per non avere un mandato democratico per quello che sta facendo.
"Lei è primo Ministro senza essere stato eletto democraticamente e sta riuscendo a rinforzare i poteri della finanza internazionale, facendo pagare di più alla persone".

Maroš Šefčovič, rappresentante della Commissione, ha sottolineato che l'Italia era in una fase critica quando ha subito gli effetti della crisi. Il governo Monti ha saputo adottare un numero di misure sulle pensioni, le tasse e l'amministrazione pubblica che hanno contribuito a stabilizzare la situazione. La Commissione europea sostiene queste riforme decisive e richiama l'attenzione sulla lotta alla disoccupazione giovanile. 
 

giovedì 16 febbraio 2012

Luca Cefisi - Un socialismo aperto sì, un socialismo ambiguo no

Mauro Del Bue  www.locchiodelbue.it/
La differenza posta da Mauro Del Bue tra "socialismo tout court" e "liberalsocialismo" (vedi: Socialismo e liberalsocialismomi pare del tutto impropria: il "liberalsocialismo" storicamente è quello di Guido Calogero e altri liberali (Bobbio! Capitini!) che rifiutavano un “socialismo” dogmatico, quello dell'Urss, mentre approdavano al socialismo italiano.
Erano gli anni 40 del secolo scorso. Oggi siamo tutti socialisti nel senso di Calogero. Quello che Mauro chiama "socialism tout court” a me pare la secolare visione "socialdemocratica", aggiornata e rinvigorita, quello che lui chiama "liberalsocialismo" è piuttosto una "terza via" o un "nuovo centro".
Posta così, la differenza c’è: c'è Miliband (Ed) e Miliband (David); c'è la Aubry e la Royale. Si può discutere all’infinito sul lascito del PSI degli anni 80, ma i tempi cambiano e gli anni insegnano, e allora mi si lasci dichiarare sostenitore di una "socialdemocrazia rinnovata", perché l'eccessiva fiducia nel mercato, limitandosi a proporre accessi più o meno "equi", con un po’ di retorica del "merito", rinunciando a governare e umanizzare un sistema economico che per sua natura non promuove i meritevoli ma i forti, è stato l’errore dei Blair, degli Schroeder, e dei D’Alema e Veltroni, che non hanno certo peccato di veterocomunismo, ma al contrario, di superficiale neofitismo liberale. L'attuale crisi finanziaria mette in pericolo la democrazia, altroché: e anzi mette in luce, di nuovo, l'intimo dissidio tra capitalismo e democrazia, e questo ripropone la classica visione socialdemocratica. E’ la classe media a vedersi spinta verso l'impoverimento (come previsto da Marx? non lo so...): per prima la borghesia intellettuale, che viene precarizzata, cioè spogliata di prestigio e mezzi, e spinta assieme ai lavoratori manuali impoveriti. 
In Italia, come al solito, c’è più confusione che nel resto d’Europa: ma se una cosa ho imparato proprio nel PSI, è che il consociativismo non è riformismo, che ha bisogno di posizioni nette e chiaramente leggibili. 
Oggi era necessario sostenere il governo Monti, male minore, ma come può il compromesso PD-PDL, in nome dell’emergenza, costituire una salda base riformista? E perché mai dovremmo esserne le mosche cocchiere? Quanto all’aggregazione di figure di diversa provenienza attorno al PSI di oggi, ben vengano quei riformisti disponibili a riunirsi in un socialismo senz’altro laico e aperto. Se invece si pensa ad una terra di nessuno intermedia tra socialdemocrazia e liberalismo (forze antagoniste in Europa), e insomma tra destra e sinistra, si incrocerebbe contromano il percorso di Calogero e Bobbio, nella direzione di marcia opposta. In concreto: porre steccati pregiudiziali contro la … Cgil, che può avere torto sulla Fiat, ma completamente ragione quando propone un ammortizzatore universale per i lavoratori precari, non appare utile; peggio, se si pensa di attrarre i berlusconiani di (remota) origine socialista proponendo loro non una prospettiva di futuro, ma la vecchia roba dell’antagonismo con “comunisti” oramai immaginari. (fonte www.avantidelladomenica.it)


leggi anche Ancora sul liberalsocialismo - Mauro Del Bue, 14 FEBBRAIO 2012

Luca Cefisi - L'amara lezione della grecia

Le notizie dalla Grecia sono tristi. Il commento generale dei saggi e conformisti economisti intervistati a profusione è che “soggettivamente” i greci hanno ragione ad essere infuriati (o disperati), ma “obiettivamente” l’economia ha certe regole, che sono state trasgredite, per colpa dei politici greci, da qui la necessaria punizione (questa è la versione preferita in Italia, più soft di quella gettonata in Germania, che chiama in causa direttamente il popolo greco, pigro, sprecone, baffuto e Dio sa cos’altro).
I saggi economisti conformisti riducono una nazione ad una famiglia che ha calcolato male il mutuo: tacciono però su almeno altri due fattori della crisi greca, pure notevolissimi. Il primo è l’elemento speculativo: la crisi greca esplode quando agenzie di rating ed investitori decidono che il debito sovrano greco deve essere colpito, per farci su dei soldi a breve termine, e poi passare a Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, Francia. Il secondo è il fallimento politico: l’Europa, per responsabilità ben precise dei governi conservatori, non si è attivata in tempo con le misure indispensabili, che scoraggiassero la speculazione e consolidassero la Grecia. Tutto è stato fatto tardi e male, ed oggi che un fondo di solidarietà c’è, le condizioni imposte sono però durissime.
Oggi, si prevede non soltanto (soltanto!) la povertà per migliaia e migliaia di famiglie, ma una recessione dei consumi, il tracollo della crescita economica, e insomma, per far quadrare i conti del debito greco, il buon senso economico e le leggi dell’economia vengono calpestate da molti altri versanti. Il debitore, in queste condizioni, non potrà che essere strozzato, e questa non è buona economia. 
Se per rientrare del debito, si abolisce la sanità pubblica, si buttano i lavoratori per strada, si impongono sofferenze sociali impossibili, torna in mente la cattiva medicina di quella storiella su certi bravi medici, forse parenti di quei bravi economisti: “l’operazione è riuscita, peccato che il paziente è morto”.
leggi anche

Morire di debiti di Elli Ismailidou

16 febbraio 2012
TO VIMA ATENE

lunedì 13 febbraio 2012

Is Greece Being Asked to Do Too Much?


Greek lenders must be sighing with relief that Athens has finally accepted the terms of the bailout. But with the sight of Athens going up in flames, Geoffrey Smith and Simon Nixon look at whether Greece is being asked to do too much.


Gli Istituti di credito greci devono essere sollevati perché Atene ha finalmente accettato i termini del salvataggio. Ma alla vista di Atene in fiamme, Geoffrey Smith e Simon Nixon si chiedono se alla Grecia non è stato chiesto di farne troppo.

domenica 12 febbraio 2012

MORTA WHITNEY HOUSTON. UN ALTRO TALENTO CHE SE NE VA! MONITO DI DIO PER LA RECENTE CONVERSIONE ALL'ISLAM?


Pontifex.RomaHo appreso stamane alle ore 5:20 che la famosa cantante ed attrice Whitney Houston ha perso la vita e non nascondo che ne sono rimasto molto turbato, date le grandi doti di una donna che, purtroppo, ha scelto la porta larga ed ha pagato. La notizia l'ho appresa da Yahoo: "Whitney Houston, Iconic Pop Star, Dies at 48". Il video è visibile cliccando qui. La notizia: "[...] Whitney Houston, the iconic American singer whose battles with drugs, alcohol and ex-husband Bobby Brown marred her star power, has died. She was 48. Houston's publicist confirmed the singer's death to ABC News. The cause of death is not yet known. Six police cars were spotted in front of the Beverly Hilton hotel today, where Houston was staying. TMZ reports that paramedics were called there this afternoon and found Houston unresponsive in her hotel room [...]". Anche l'Ansa, alle ore 5:38, ha rilanciato la notizia in Italia, questo il testo: " (ANSA) LOS ANGELES, 12 FEB [...] La cantante e attrice americana Whitney Houston è stata trovata morta a soli 48 anni, sconfitta dopo una lunga battaglia contro la tossicodipendenza, in un hotel di Beverly Hills, dove doveva partecipare ad una serata a margine dei Grammy Awards, che si terranno stasera a Los Angeles. Oggi a Londra i British Academy of Film and Television Arts (Bafta)".
Preghiamo per questa grande artista, morta (come sembra) a causa di vizi diabolici e di animo fortemente turbato e vessato da tante tentazioni. Purtroppo il successo non è sinonimo di serenità e di felicità e, troppo spesso, si ricerca aiuto e conforto nelle persone sbagliate, in falsi credi e nell'artificialità distruttiva.
E pensare che, come riportato sul Messaggero, la Houston aveva ritrovato la serenità convertendosi all'Islam. La notizia, diffusa nel recentissimo Febbraio, aveva trovato anche molta risonanza sui siti islamici americani che, con grande esultanza, accoglievano una nuova star. La stessa Houston, secondo indiscrezioni, avrebbe dichiarato di aver trovato nell'Islam una dimensione di serenità, dopo le pesanti vicende personali che l'avevano vista coinvolta.
Ecco i risultati. Monito di Dio? Chi può dirlo, a noi non è dato conoscere certe dinamiche, anche se la vicenda e la triste coincidenza parlano chiaro. Il buon esempio deve arrivare anzitutto dalle persone note che, avendo "tanto ricevuto", "tanto devono dare" in senso anzitutto spirituale, poi morale e materiale.
Dio abbia pietà della sua anima.
Rèquiem aetèrnam,
dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen.
Carlo Di Pietro (M.S.M.A.) // fonte http://www.pontifex.roma.it

venerdì 10 febbraio 2012

Barack Obama - The Story of Us: Five Years Ago Today



Caricato da BarackObamadotcom in data 09/feb/2012
You should be with us in 2012: https://my.barackobama.com/storyofusvid

President Obama wrote a message to us today:

"Five years ago today, a few thousand of us gathered in Springfield, Illinois, to launch an improbable campaign for president. The task was to build a grassroots movement capable of making the kind of change we believe in. You've got to see this video about that journey -- it will make you smile.
From the very start this has been an experiment in our political process, testing whether ordinary people really can still come together to change this country.
We proved that it's possible. But we've also learned that entrenched interests adapt and claw back even harder, which means this election will be even more of a challenge.
I can't wait to see what you can do.
Barack"

There's more work to be done, join us now: https://my.barackobama.com/storyofusvid

Hillary Clinton incontra Giulio Terzi: «Grande fiducia nell'Italia»


Feb. 9, 2012: Secretary Clinton meets with Italian Foreign Minister Giulio Terzi di Sant’Agata, at the Department of State.
[...]
Fiducia nell'Italia e nel nuovo governo è stata espressa anche dopo l'incontro con il ministro degli Esteri Giulio Terzi e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. "Voglio sottolineare quanto siamo fiduciosi nell'Italia, nel futuro dell'Italia, negli straordinari impegni del primo ministro Monti e il suo governo di fronte alle sfide al popolo italiano, e nello stesso popolo italiano", ha detto il segretario di Stato americano nel ricevere il ministro degli esteri Giulio Terzi.
Stati Uniti e Italia "hanno una cosi' forte amicizia e alleanza", ha detto ancora la Clinton nelle dichiarazioni di benvenuto prima di dare inizio ai colloqui con Terzi. I nostri due Paesi, ha proseguito, stanno "lavorando su un ampia gamma di importanti questioni, dagli sforzi comuni in Afghanistan alle nostre preoccupazioni sulla Siria e, naturalmente, le questioni economiche che saranno al centro delle conversazioni con il presidente" Barack Obama.
Terzi ha risposto al saluto sottolineando il "particolare impegno dell'Italia sulle questioni del Mediterraneo, specie per gli sviluppi nelle societa' che stanno dirigendosi, speriamo, verso istituzioni democratiche". "Siamo anche preoccupati per gli sviluppi in Siria e in Iran -ha aggiunto il titolare della Farnesina- e questo e' qualcosa su cui dovremmo avere uno scopo e un intendimento comune su come procedere".
Terzi infine ha affermato che "l'alleanza storica con gli USA e' molto piu' di una scelta. E' la certezza di un destino e responsabilita' comuni". 
leggi tutto su http://www.adnkronos.com


Incontro con Obama alla Casa Bianca. Monti al 'Time': "Voglio cambiare il modo di vivere e di lavorare degli italiani". Obama: "Da Italia passi impressionanti"

giovedì 9 febbraio 2012

Luca Cefisi - PSOE, un partito normale. Un partito vero


Intervención íntegra del líder de los socialistas tras su proclamación con el 51,16% de los votos Más información

Quando vediamo un congresso del Psoe terminare 487 a 465, e i due candidati, il vincente e la soccombente, abbracciarsi e sorridere, proviamo invidia. 
Ecco cos’è un partito politico: una comunità di ideali e di progetti, che attua al suo interno la stessa democrazia che pratica nelle istituzioni. Senza venerare troppo quel feticcio di latta che è l’unità a tutti i costi, perchè non è vero che i partiti che discutono siano più deboli dei partiti unanimi, anzi. Senza che nessuno sia padrone e proprietario, soprattutto. Nel congresso di Siviglia, ogni delegato contava: fino all’ultimo è stata rincorsa a convincere quelle federazioni e quei singoli che rimanevano incerti. Serve, iscriversi ad un partito così. Ha senso farlo, hanno valore quei pochi euro della tessera. E’ meglio che versare un euro per partecipare a “primarie” che poi rimangono una specie di botta e via. E’ molto meglio che acquistarsi una partecipazione in un partito aziendale, versare un chip di migliaia di euro per candidarsi in franchising. E’ decisamente meglio che passare dalla villa del padrone per farsi ricompensare la marchetta con uno stipendio di consigliere regionale. 
Chacon e Rubalcaba non rappresentavano una grande differenza politica: l’unità dei socialisti spagnoli c’è, ed è culturale, di visione. Rappresentavano certo modi diversi, castigliano e catalana, uomo e donna, felipista e zapaterista, più anziano e più giovane. Rubalcaba ha detto che non ha mai creduto nei “salvatori”, nelle leadership personalistiche. Ecco, in un partito così, un Berlusconi, ma anche un Di Pietro, sarebbe impensabile: non si tratta di una proprietà privata. Ma sarebbe impensabile anche un Lusi: sottrarre i soldi delle campagne elettorali per comprarsi ville e case in centro. E’ tutta un’altra antropologia, insomma, prima ancora che tutta un’altra ideologia.

Pia Locatelli - Rubalcaba: prima la Spagna

‎38° Congresso del PSOE - Siviglia

Primarie per le elezioni nazionali e regionali. Laicità, voto a 16 anni, incompatibilità con le cariche pubbliche. Possibili gli accordi col governo di Rajoy pur di far uscire il Paese dalla crisi.


Siviglia - Tre giorni di congresso per un risultato quasi alla pari: 49% a 51%, ma 22 voti fanno la differenza tra Carme Chacón che ne ottiene 465 e Alfredo Rubalcaba che, ottenendone 487, si costruisce un gruppo dirigente molto fedele, concedendo assai poco alla sua antagonista.
Lo stesso era avvenuto nel 2000 con Zapatero vincitore su Bono per 8 voti. Allora il partito ripartì unito e dopo dodici anni Zapatero, non potendo ringraziare tutti -“sarebbe una lista troppo lunga”-, ringrazia una sola persona, Bono, per la sua lealtà che ha consentito al partito di restare unito e vincere due elezioni, nel 2004 e nel 2008. Si ripeterà la storia di collaborazione? Forse.
Fino all’apertura delle urne, l’incertezza ha dominato il congresso di cui sono stati protagonisti i circa mille delegati (58%) e delegate (42%) e i quasi 16.000 emendamenti alle tesi unitarie, base di discussione dei congressi territoriali. Ne sono stati ammessi 10.000, dopo un processo di analisi e aggregazione che li ha ridotti a 12.4000; le tesi originarie ne sono uscite modificate.
Le primarie: alle primarie per le teste di lista nelle elezioni nazionali parteciperanno non solo i 222 mila militanti, ma anche i 280 mila simpatizzanti. Si studieranno meccanismi per applicare la stessa formula per quelle regionali. Il segretario nazionale invece continuerà ad essere eletto nel congresso dai delegati e non direttamente dagli iscritti, come era stato invece richiesto dai sostenitori di Carme Chacón e rifiutato da Alfredo Rubalcaba. [...]
continua a leggere http://www.avantidelladomenica.it 

domenica 5 febbraio 2012

Alfredo Rubalcaba eletto segretario generale




domenica 5 febbraio 2012
"Il congresso socialista spagnolo ha scelto il proprio leader con una elezione democratica che dovrebbe far riflettere molti tra i partiti italiani,  che versano spesso in condizioni miserevoli sul piano della partecipazione e della trasparenza." E il commento di Luca Cefisi, dell'Ufficio di Presidenza del Pse a conclusione del 38° Congresso del Psoe svoltosi a Siviglia, presente Pia Locatelli, presidente dell'IS donne, in cui  956 delegati hanno eletto dopo una votazione a scrutinio segreto Afredo Rubalcaba segretario generale dopo un testa a testa con Carme Chacon, battuta per pochissimi voti.
Rubalcaba succede  nella carica di segretario generale a Josè Luis Zapatero.
"Il modello tradizionale del partito di iscritti osserva Cefisi - a cui noi del Psi rimaniamo tenacemente legati, rimane l'unico democratico e credibile, contro i partiti virtuali o aziendalizzati.
A Siviglia - sottolinea l'esponente del Psi - due candidati, una giovane ed uno anziano, si sono affrontati su programmi e idee, e non in nome di quella vuota e stucchevole retorica generazionale tanto frequente in Italia.
E' stata una elezione incerta fino all'ultimo, prova di un partito vero, di una discussione reale e di un'effettiva democrazia interna, dove il voto dei delegati conta. Questo è il vero antidoto alle degenerazioni, quali lo scandalo recente del tesoriere della "ex-Margherita" - conclude Cefisi - esito inevitabile di partiti ridotti ad associazioni private".
Mi auguro che dall’elezione del compagno Rubalcaba alla testa dei socialisti spagnoli venga un impulso per rilanciare la sinistra in Spagna e in Europa”.
E’ quanto afferma in  Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi.
“I socialisti del Psoe - prosegue Craxi - hanno fatto una scelta nella continuità con la recente esperienza di Governo: sono certo che essa svilupperà e consoliderà i rapporti fra i nostri Partiti ‘fratelli’, stimolando anche la crescita e il rinnovamento socialista italiano, in un momento”, conclude, “assai difficile per tutto il Mediterraneo”.